A tu per tu con Michelangelo Scandroglio

In attesa di ascoltarli nuovamente sul palco di Umbria Jazz Winter (Orvieto, 28 dicembre) e in alcuni dei più importanti jazz club d’Italia (qui tutte le tappe del tour), abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michelangelo Scandroglio, leader dell’omonima band vincitrice dell’edizione 2019.

Michelangelo, per prima cosa parliamo di te: qual è il tuo background? Come è nato il Michelangelo Scandroglio Group?

Ho cominciato a suonare all’età di 13 anni nella mia città di origine, Grosseto, con il maestro Raffaele Toninelli e poco dopo ho iniziato a frequentare le lezioni di musica d’insieme e di improvvisazione di Stefano Cantini a Follonica. Durante il liceo facevo da pendolare prima a Siena, per frequentare i corsi al Siena Jazz, e in seguito a Pontedera da Ares Tavolazzi e al conservatorio Boccherini di Lucca, dove poi ho seguito il corso di laurea triennale in contrabbasso classico con il Maestro Gabriele Ragghianti. Con Nicola, Nico, Paolo e Luca ci siamo incontrati a seminari estivi di Siena Jazz nel 2017 e c’è stato fin dal primo momento un grande feeling tra di noi.

Cosa ti ha portato a iscriverti al Contest?

Avevo già partecipato al Contest nel 2018, non in veste di leader ma con i ROOM 1, un gruppo italo-londinese di cui tra l’altro fanno parte anche Nicola e Luca. Il mood ci era piaciuto molto, cosi ho deciso di presentare il mio progetto originale per l’anno seguente. Ovviamente partecipare al concorso è un’ottima occasione per vivere al meglio uno dei più grandi festival jazz al mondo, e di conseguenza ottenere grande visibilità per il tuo progetto e per la tua musica. In Italia ci sono davvero tanti musicisti pazzeschi, specialmente giovani, ma nessuno ti bussa alla porta di casa e trovare il modo per far sentire la tua musica non è facile: credo che il Contest possa aiutare molto in questo senso.

Come è stato competere con altri giovani talenti che condividono la tua stessa passione?

Parlare di competizione in musica è quasi un controsenso, specialmente nel jazz, un genere totalmente personale e soggettivo. Il Contest è stato una grande festa sin da subito: tra i dieci gruppi selezionati per le finali, diversi erano composti da musicisti con cui sono letteralmente cresciuto insieme e con cui condivido da sempre un comune punto di vista sulla musica. A mio parere in questa edizione non ha vinto il singolo, ma il giovane jazz italiano, che ha dimostrato di avere alcune punte di diamante, come il gruppo di Francesca Gaza, Evita Polidoro ed Emanuele Filippi, solo per citarne alcuni. Credo che mai prima di oggi ci siano stati così tanti giovani con una visione musicale a 360 gradi e con qualità tecniche e compositive invidiabili in tutto il mondo. Purtroppo molti di noi se ne stanno andando dall’Italia per la mancanza di occasioni e di luoghi in cui esprimere la propria musica.

Come valuti la tua esperienza a Umbria Jazz? E quella sugli altri palchi che avete avuto modo di calcare in seguito al Contest?

L’esperienza a Umbria Jazz merita voto 10 su 10: ci siamo davvero divertiti tantissimo e abbiamo avuto l’occasione di incontrare amici che stanno lontano. E poi non so, Perugia ha sempre qualcosa di inconfondibilmente magico… Sugli altri palchi abbiamo trovato finora un’organizzazione impeccabile, sia da parte di Umbria Jazz e Conad, sia da parte dei festival che ci hanno ospitato.

Cosa è accaduto dopo la vittoria?

Dopo la vittoria ognuno è dovuto tornare ai propri impegni, ma ci vediamo in occasione dei concerti e continuiamo con regolarità a fare le prove su Skype.

Consiglieresti ad altre band di partecipare?

Consiglierei a tutti i ragazzi di non farsi intimidire dalla parola concorso, che – come dicevo prima – può sembrare in contrasto con il jazz e con la musica in generale. Conad Jazz Contest è sicuramente la migliore occasione che noi giovani abbiamo oggi in Italia per fare ascoltare la nostra musica, ma anche per ottenere un riscontro importante da musicisti che hanno fatto la storia, come Paolo Fresu, e da tutte le persone che gravitano intorno al jazz. Il miglior approccio è iscriversi per imparare e per avere la fortuna di ricevere consigli da persone esperte.

Share the News